Mentre la sanità piemontese continua a confrontarsi con carenze di personale, servizi territoriali in difficoltà e strutture che attendono investimenti e programmazione, la Giunta regionale sceglie ancora una volta di concentrare la propria attenzione su iniziative dal forte valore simbolico e ideologico.
La riapertura della cosiddetta “Stanza dell’Ascolto” all’ospedale Sant’Anna avviene in un contesto nel quale molte famiglie chiedono risposte concrete. Dalla rete materno-infantile che necessita di essere rafforzata ai servizi pediatrici territoriali che rischiano di essere ridimensionati, emergono criticità che meritano ben altra attenzione.
Il caso di Novara, con le preoccupazioni per la chiusura del Punto di Assistenza Pediatrica Territoriale, è soltanto uno degli esempi di una programmazione insufficiente. Quando vengono meno i servizi di prossimità, il rischio è quello di lasciare i cittadini senza riferimenti adeguati e di aumentare la pressione sui pronto soccorso.
Credo che il sostegno alle donne e alle famiglie debba passare attraverso politiche strutturali: lavoro, conciliazione dei tempi di vita, servizi educativi, welfare territoriale e accesso alla casa. Sono queste le leve che consentono davvero di accompagnare la genitorialità, contrastare le disuguaglianze e costruire opportunità.
La salute pubblica deve restare il terreno delle risposte concrete e della qualità dei servizi, non quello delle contrapposizioni ideologiche. Il Piemonte ha bisogno di investimenti, programmazione e attenzione ai bisogni reali delle persone. Su questo continueremo a vigilare e a proporre alternative credibili nell’interesse dei cittadini.