Mirafiori non può vivere nell’incertezza

Torino e il Piemonte non possono continuare a subire decisioni industriali senza una visione chiara del futuro.

L’ennesimo stop produttivo annunciato per Mirafiori, dopo settimane di fermo forzato, rappresenta un segnale preoccupante per migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno tengono viva una delle realtà produttive più importanti del nostro territorio.

La giustificazione legata alla mancanza di componenti per i motori ibridi non può diventare l’alibi per nascondere una più profonda assenza di strategia industriale. Quando gli impianti si fermano ripetutamente, quando le produzioni vengono rallentate e quando il futuro resta appeso a comunicazioni di breve periodo, il problema non riguarda solo l’organizzazione delle linee produttive: riguarda la prospettiva stessa dell’automotive piemontese.

Chi lavora a Mirafiori ha diritto a certezze, investimenti e programmazione. Servono nuovi modelli da assegnare stabilmente agli stabilimenti torinesi e un piano industriale capace di garantire occupazione, innovazione e competitività. Non possiamo permettere che competenze, professionalità e know-how costruiti in decenni vengano progressivamente indeboliti dall’incertezza.

Anche le istituzioni devono fare la loro parte. Regione e Governo hanno il dovere di pretendere chiarezza e responsabilità da Stellantis, accompagnando con politiche concrete il rilancio del settore. In gioco non c’è soltanto il destino di uno stabilimento, ma quello di un intero ecosistema produttivo che rappresenta una componente fondamentale dell’economia piemontese.

Il futuro di Torino passa anche da Mirafiori. Per questo continuerò a chiedere con forza una strategia industriale vera, capace di dare risposte ai lavoratori, alle famiglie e alla nostra comunità.

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