La cultura è terreno e fattore di sviluppo sociale ed economico.

Perché permette di valorizzare le diversità, conoscere nuove esperienze, potenziare la creatività. È un settore occupazionale in cui la nostra città ha investito e che ora rischia di depauperarsi in misura irreversibile.

Non è stata soltanto la pandemia a penalizzare operatori del settore e fruitori della cultura. Hanno pari responsabilità i tagli operati negli ultimi cinque anni e la miopia politica che li ha voluti o quanto meno non contrastati.

Non si attraggono turisti ed insediamenti di qualità se non si investe in cultura, se non si coltiva il campo delle relazioni pubblico/privato, se non si sostengono le sedi in cui si fa cultura, siano esse centrali o di periferia, grandi o di piccole dimensioni, note o meno a livello nazionale, tradizionali o innovative.

La cultura si alimenta nella misura in cui i cittadini tutti se ne appropriano, ne sentono il bisogno e l’emozione, se ne fanno portavoce.

Per questi motivi un’amministrazione democratica la considera uno dei suoi obiettivi principali per la coesione sociale, per il sostegno all’attività educativa e di prevenzione del disagio, per lo sviluppo economico che ne deriva.

Ricordando che la cultura non ha confini e progredisce allargando i suoi sguardi a livello nazionale e internazionale.

Non mancano nella Città esperienze consolidate pubbliche e private: ne va difesa l’esistenza, ne vanno analizzate ed accresciute le potenzialità anche alla luce delle maggiori cautele che l’attuale momento impone ancora. Ma soprattutto va esplorato tutto ciò che di innovativo nasce con il contributo dei giovani e per i giovani, con il supporto dei nuovi strumenti di comunicazione.

Far crescere la cultura significa avere a cuore le persone e il loro benessere, curarsene, aiutarle a vivere in modo migliore, sotto tutti i profili.

#ImpegnoVero per la Cultura

Le proposte

  • Individuare tutte le fonti di finanziamento che possano sostenere la cultura e comporne un quadro organico per evitare sprechi e per non perdere occasioni senza trascurare le possibilità che nascono dalla relazione fra pubblico e privato. Le diffidenze di principio non hanno mai prodotto esiti positivi.Il quadro completo è utile a chi amministra e a tutti i soggetti che possono concorrervi.
  • Facilitare la conoscenza di bandi, call, concorsi per chi opera nel settore e impegnare l’Amministrazione a semplificare procedimenti e strumenti per creare partenariati, per realizzare manifestazioni, per reperire e rigenerare gli spazi… La coprogettazione si realizza non soltanto nella fase della creatività ma anche in quelle operative ed è necessario sostenerla con strumenti agili.
  • Promuovere il patrimonio collettivo costituito dal Sistema bibliotecario e museale  per attualizzarne i servizi, sostenere l’arte pubblica. Rafforzare il “Patto per la lettura”, strumento strategico per la promozione e il sostegno della lettura. Oggi il digitale aiuta ad ampliare le fasce dei lettori e apre nuove occasioni di scambio e conoscenza per contribuire a promuovere la Città. È bene operare con un’ottica di territorio ampia, che si allarghi al territorio metropolitano e ai piccoli comuni delle valli.
  • Sostenere lo spettacolo dal vivo per la sua valenza emotiva e la capacità di coinvolgimento, perché tutti gli spazi vivano tutto l’anno e la loro offerta si integri con l’offerta educativa, per permettere agli operatori del settore di superare gli anni di chiusura forzata
  • Valorizzare le filiere consolidate a partire da quella del Libro, del Cinema,del Food, della Musica senza disperderle in micro eventi ma rafforzando i grandi eventi a cui affiancare esperienze diffuse e partecipate, coordinate fra di loro. C’è molta attesa di partecipazione dopo la pausa forzata indotta dalla pandemia ed è importante sostenerla.
  • Cogliere le grandi occasioni quali le Finals ATP, le Universiadi,la candidatura a Capitale Europea della cultura per potenziare il turismo, promuovere un’offerta integrata fra ospitalità, cultura, enogastronomia fruibile, per accessibilità e costi, al maggior numero di persone possibile.
  • Ampliare la comunicazione pubblica relativa al mondo della Cultura, rendendola meno dispersiva e più accessibile rispetto a oggi, attraverso momenti e strumenti di coordinamento leggeri individuando stabilmente luoghi e strumenti disponibili e utili per le diverse categorie di fruitori.