Il dibattito sulla drammatica condizione degli alloggi per gli studenti universitari in Piemonte non nasce per caso, ma affonda le radici nella mia iniziativa politica e istituzionale portata avanti con forza in Consiglio regionale. È infatti a seguito della mia interrogazione a risposta immediata n. 1432 che si è aperto un confronto serrato con la Giunta regionale.
Al centro dell’atto ispettivo, la necessità di reperire risorse straordinarie per colmare il profondo divario strutturale evidenziato dalla Relazione del CNEL sui Servizi Pubblici.
📊 I numeri della crisi e dell’offerta pubblica: tabelle e grafici a confronto
Per comprendere la portata del problema e la distanza tra le promesse istituzionali e i bisogni reali degli studenti fuorisede, è utile analizzare i dati attraverso una sintesi strutturata.
Indicatori chiave del sistema abitativo universitario in Piemonte
| Indicatore / Ambito | Dato / Riferimento | Fonte |
| Deficit strutturale (Standard UE) | Divario del 68% rispetto all’obiettivo europeo del 18% di studenti coperti da alloggi. | Relazione CNEL 2026 |
| Fabbisogno infrastrutturale | 15.138 alloggi da realizzare con un investimento stimato di 305,9 milioni di euro. | Relazione CNEL 2026 |
| Crescita posti EDISU | Passaggio da 1.637 posti (a.a. 2021/2022) a 3.167 posti (a.a. 2026/2027), pari a un incremento del 93%. | Giunta Regionale |
| Piano Housing Regionale | Obiettivo di 6.771 nuovi posti letto entro il 2027 grazie a un investimento complessivo di 93 milioni di euro. | Giunta Regionale |
| Mercato privato (Torino) | Boom degli affitti con un incremento degli annunci annuali pari a +102% e costi medi per singola tra 500 e 600 euro al mese. | Rappresentanza Studenti |
🏛️ Il confronto in Consiglio e la mobilitazione degli studenti
Durante la discussione della mia interrogazione a risposta immediata, l’assessore regionale competente ha illustrato il piano di investimenti e la crescita dei posti letto EDISU e del Piano Housing. Tuttavia, i numeri annunciati rischiano di scontrarsi con una realtà quotidiana insostenibile per le famiglie a reddito medio-basso:
- Il caro affitti nel mercato privato: Con una crescita record degli annunci a Torino (+102%) e stanze singole che toccano regolarmente i 500-600 euro mensili, studiare a Torino e nei poli del Piemonte Orientale è diventato un privilegio economico.
- Le proteste in via Madama Cristina: Le mobilitazioni di ottobre 2026 e i presidi con le tende davanti alla sede EDISU testimoniano il disagio e la rabbia degli studenti, esasperati da graduatorie contestate, assegnazioni anomale e residenze spesso inadeguate o con criticità logistiche.
🎯 Le mie richieste e le proposte per il futuro del Piemonte
Non possiamo accettare che il diritto allo studio – sancito dall’articolo 34 della Costituzione – venga compromesso dalla mancanza di una rete di protezione abitativa adeguata. Per questo la mia azione in Consiglio regionale continuerà a insistere su tre punti inderogabili:
- Trasparenza e verifica immediata delle graduatorie e delle assegnazioni EDISU, per tutelare gli studenti che denunciano incongruenze e disagi.
- Attivazione di risorse straordinarie (intercettando i Fondi strutturali europei FESR e FSE+ 2021-2027) per colmare i 305,9 milioni di euro di deficit calcolati dal CNEL.
- Politiche abitative strutturali che non si limitino a favorire l’edilizia privata di lusso o convenzionata ad alti costi, ma che garantiscano un’offerta pubblica reale, diffusa e a tariffe socialmente sostenibili.
Il futuro del Piemonte passa dalla capacità di investire sui giovani e sul sapere: lasciare i nostri studenti in balia del mercato o nelle tende non è un’opzione accettabile.