Infortuni sul lavoro, in Piemonte aumentano le denunce e le vittime. La sicurezza deve diventare una priorità politica

Nei primi otto mesi del 2026 sono 24.499 gli infortuni denunciati tra i lavoratori piemontesi, il 6,6% in più rispetto al 2025. Cinquantotto i casi mortali, cinque in più rispetto all’anno precedente. A questi si aggiungono 5.292 denunce relative agli studenti. Numeri che impongono alla Regione Piemonte di rafforzare prevenzione, controlli e investimenti.

I dati INAIL relativi al periodo gennaio–agosto 2026 restituiscono un quadro preoccupante della sicurezza sul lavoro in Piemonte. Crescono le denunce di infortunio e aumentano anche quelle con esito mortale.

Non possiamo limitarci a registrare questi numeri. Dietro ogni denuncia ci sono persone, famiglie, comunità. Dietro ogni morte c’è una vita spezzata, un vuoto che non può essere colmato.

La sicurezza non è un costo accessorio dell’attività produttiva, ma un diritto fondamentale che deve essere garantito a ogni lavoratrice e a ogni lavoratore.

1. Infortuni in Piemonte: il confronto con il 2025

Categoria20252026Variazione
Lavoratori22.98824.499+6,6%
Studenti5.1135.292+3,5%
Totale denunce28.10129.791+6,0%
Casi mortali lavoratori5358+9,4%
Casi mortali studenti00—

Tra i lavoratori si registrano 1.511 denunce in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Le denunce mortali passano da 53 a 58.

Si tratta di dati provvisori, che potranno essere aggiornati dall’INAIL e che non coincidono necessariamente con gli infortuni già riconosciuti dall’Istituto.

La distinzione tra lavoratori e studenti è fondamentale: le due categorie sono entrambe comprese nelle statistiche INAIL, ma riguardano fenomeni differenti.

2. Infortuni durante il lavoro e in itinere

Modalità – lavoratori20252026Var.
In occasione di lavoro17.87919.022+6,4%
In itinere5.1095.477+7,2%
Totale22.98824.499+6,6%
Casi mortali – lavoratori20252026
In occasione di lavoro3841
In itinere1517
Totale5358

Gli infortuni in occasione di lavoro aumentano del 6,4%, mentre quelli in itinere crescono del 7,2%.

Particolarmente significativo è il dato relativo alla mortalità: 41 denunce mortali riguardano incidenti avvenuti in occasione di lavoro, mentre 17 si riferiscono al tragitto casa-lavoro.

Gli incidenti in itinere rappresentano il 22,4% delle denunce dei lavoratori, ma il 29,3% dei casi mortali.

La prevenzione deve quindi considerare non soltanto le condizioni all’interno delle aziende, ma anche l’organizzazione del lavoro, i tempi degli spostamenti e la sicurezza della mobilità quotidiana.

3. Uomini e donne: le differenze negli infortuni

GenereDenunceIn itinereCasi mortali
Uomini14.6522.63949
Donne8.7132.4268
Totale sottoinsieme23.3655.06557

I dati evidenziano una forte prevalenza maschile tra le denunce mortali. Le donne, invece, presentano una maggiore incidenza degli infortuni in itinere sul totale delle rispettive denunce.

È necessaria una precisazione: i 57 decessi di questa tabella non coincidono con i 58 complessivi, perché l’analisi per genere riguarda soltanto le gestioni Industria e servizi e Agricoltura. Il caso restante appartiene alle gestioni escluse e non può essere attribuito con certezza a un genere sulla base di questa elaborazione.

Queste differenze richiedono politiche di prevenzione attente alle caratteristiche delle mansioni, dei settori produttivi e dell’organizzazione del lavoro.

4. Luogo di nascita: aumentano le denunce tra i lavoratori nati all’estero

Luogo di nascitaDenunceIn itinereCasi mortali
Italia17.3083.82646
Estero6.0571.23911
Totale sottoinsieme23.3655.06557

Le denunce dei lavoratori nati all’estero aumentano dell’8% rispetto al 2025, contro il 6,1% dei nati in Italia.

È un elemento che deve spingerci a rafforzare la formazione, anche attraverso strumenti linguistici adeguati, e a garantire a tutti la piena comprensione delle procedure di sicurezza.

Il luogo di nascita, naturalmente, non coincide necessariamente con la cittadinanza. Inoltre, i numeri assoluti non consentono da soli di stabilire quale gruppo presenti un rischio maggiore, senza considerare occupazione, settori e mansioni.

5. L’età dei lavoratori: attenzione alle fasce più avanzate

Fascia d’etàDenunceCasi mortali
0–17 anni4920
18–24 anni2.6025
25–34 anni4.9437
35–44 anni4.3215
45–54 anni5.45611
55–64 anni4.92320
65 anni e oltre6289

La fascia tra i 55 e i 64 anni registra il maggior numero di denunce mortali: 20 casi. Considerando anche gli ultrasessantacinquenni, 29 dei 57 decessi del sottoinsieme analizzato riguardano persone con almeno 55 anni.

Questo dato richiama l’esigenza di adeguare le misure di prevenzione all’età dei lavoratori, alle condizioni fisiche, alle mansioni e ai carichi di lavoro.

Anche l’aumento delle denunce tra i più giovani merita attenzione: nella fascia 18–24 anni si registra una crescita del 12,8% rispetto al 2025.

La presenza di minori nel sottoinsieme statistico non consente, da sola, di stabilire che si tratti di lavoro minorile: alcuni casi possono essere legati ad attività formative. Per questo è necessario distinguere le statistiche scolastiche da quelle professionali.

6. Le province piemontesi: le differenze territoriali

ProvinciaDenunceCasi mortaliVar. 2025–26
Torino11.69520+4,4%
Cuneo4.21714+13,6%
Alessandria2.2569+5,9%
Novara1.9854+8,4%
Asti9563+1,2%
Vercelli9165+5,4%
Biella6760+20,7%
Verbano-Cusio-Ossola6642-1,6%

Torino concentra il maggior numero di denunce, seguita da Cuneo, Alessandria e Novara.

Preoccupano gli incrementi registrati in provincia di Cuneo (+13,6%) e Biella (+20,7%), anche se quest’ultima parte da valori assoluti più contenuti.

Sono differenze che richiedono approfondimenti territoriali, considerando il numero degli occupati e la composizione produttiva di ciascuna provincia.

Le tabelle per genere, luogo di nascita, età e provincia riguardano un sottoinsieme di 23.365 denunce e 57 casi mortali delle gestioni Industria e servizi e Agricoltura, non l’intera popolazione dei lavoratori piemontesi.

7. Gli infortuni degli studenti: un fenomeno distinto da quello dei lavoratori

Un capitolo specifico riguarda gli infortuni degli studenti. Nei primi otto mesi del 2026, in Piemonte, sono state registrate 5.292 denunce, il 3,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.

Modalità – studenti20252026Var.
Attività scolastiche5.0075.176+3,4%
In itinere106116+9,4%
Totale5.1135.292+3,5%
Casi mortali00—

Perché gli studenti compaiono nelle statistiche INAIL?

Dal settembre 2023, la tutela assicurativa è stata ampliata agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado per le attività di insegnamento e apprendimento. Questa estensione, inizialmente sperimentale, è diventata strutturale dall’anno scolastico 2025/2026.

Nelle statistiche possono quindi rientrare anche gli infortuni di bambini e ragazzi durante le attività scolastiche, sportive e di laboratorio, nonché quelli avvenuti nei percorsi di formazione scuola-lavoro.

È questa la ragione per cui nei dati INAIL compaiono anche infortuni nella fascia d’età 0–14 anni: non significa che migliaia di bambini lavorino, ma che gli incidenti scolastici sono compresi nella copertura assicurativa.

Gli infortuni in itinere degli studenti riguardano gli spostamenti tutelati dalla normativa, in particolare quelli collegati ai percorsi di formazione scuola-lavoro. Non ogni incidente nel normale tragitto casa-scuola è automaticamente coperto.

Nel periodo considerato non risultano denunce mortali tra gli studenti piemontesi.

L’aumento delle denunce deve essere letto con attenzione, considerando anche il numero degli studenti assicurati e le caratteristiche della copertura.

Questo non riduce la necessità di intervenire. Al contrario, la sicurezza nelle scuole è parte integrante del diritto all’istruzione.

Significa garantire edifici sicuri, palestre e laboratori adeguati, manutenzione, formazione e prevenzione. Significa anche assicurare che le esperienze formative esterne alla scuola si svolgano in condizioni di piena tutela.

La cultura della sicurezza deve cominciare a scuola, prima ancora dell’ingresso nel mondo del lavoro.

8. La Regione Piemonte deve mettere la prevenzione al centro delle proprie politiche

I dati INAIL ci consegnano un messaggio preciso: la sicurezza sul lavoro non può essere affrontata soltanto dopo un incidente grave o una tragedia.

Servono politiche strutturali, risorse adeguate e una responsabilità condivisa tra istituzioni, imprese e parti sociali.

La Regione Piemonte deve rafforzare i servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro delle ASL, sostenere le attività di vigilanza, investire nella formazione e promuovere un confronto permanente con organizzazioni sindacali, associazioni datoriali e rappresentanti dei lavoratori.

Occorre inoltre prestare particolare attenzione ai settori più esposti, agli appalti e subappalti, alle condizioni di precarietà e alla qualità dell’organizzazione del lavoro.

Come Partito Democratico continueremo a chiedere alla Giunta Cirio un impegno concreto, fondato su obiettivi misurabili, investimenti e verifiche periodiche dei risultati.

La sicurezza deve diventare una priorità trasversale delle politiche regionali: dalla sanità alla formazione, dal sistema produttivo ai trasporti, fino all’edilizia scolastica.

Non possiamo accettare che andare a lavorare significhi mettere a rischio la propria vita. E non possiamo accettare che la sicurezza dei nostri ragazzi sia considerata una questione secondaria.

Il lavoro deve garantire dignità, autonomia e futuro. La scuola deve essere un luogo di crescita e protezione.

Ogni vittima sul lavoro è una sconfitta collettiva. E la politica ha il dovere di fare tutto il possibile per evitare che queste tragedie continuino a ripetersi.


Fonte: INAIL, denunce di infortunio gennaio–agosto 2026, confronto con gennaio–agosto 2025. Dati provvisori e soggetti a revisione. I totali di lavoratori e studenti derivano dalle rispettive tabelle ufficiali INAIL; le disaggregazioni per genere, luogo di nascita, età e provincia si riferiscono al sottoinsieme delle gestioni Industria e servizi e Agricoltura.

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