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Disoccupazione giovanile e dispersione scolastica si combattono anche con l’alternanza scuola-lavoro, che in Piemonte è già realtà da diverso tempo e che la legge La Buona Scuola rende ora obbligatoria. Come Regione abbiamo siglato, nel mese di ottobre, un accordo con sette dei nove istituti tecnici superiori piemontesi accreditati per i servizi al lavoro, che hanno aperto al loro interno veri e propri sportelli per l’impiego. L’obiettivo è non solo condividere prassi e attività in grado di agevolare il passaggio dei giovani dal sistema dell’istruzione a quello del lavoro, ma anche trasformare le scuole stesse in poli territoriali dedicati ai servizi per l’occupazione. In questo modo i ragazzi vengono indirizzati all’ambiente lavorativo durante, e non dopo, il percorso di studi, ottimizzando i tempi di inserimento ed evitando periodi di inattività. I risultati sono positivi perché la rete delle scuole è riuscita finora a collocare, in media, il 60% dei propri diplomati.  Inoltre, grazie allo strumento dell’apprendistato, che si può considerare una forma di alternanza, tra il 2012 e il 2015, la Regione ha avviato al mondo del lavoro 887 apprendisti di 1° livello (per l’ottenimento di qualifica o diploma professionale); 55.182 apprendisti di 2° livello definito professionalizzante e 453 apprendisti di 3° livello (alta formazione e ricerca). Di questi ultimi, il 100% é stato confermato e l’89% ha conseguito un titolo di studio. Grazie all’alternanza, la scuola è in grado di fornire ai ragazzi nuove competenze, migliorando la loro capacità di apprendimento.