Seleziona una pagina

La giunta della Città di Torino negli ultimi anni  è stata invisibile per quanto riguarda le politiche sociali.

E’ necessario riorganizzare i servizi sociali su tutto il territorio municipale con la presenza di personale in grado di tessere legami, di dare risposte alle diverse famiglie,  ai bambini in difficoltà , ai disabili, agli anziani; dobbiamo avere una rete chiara pubblica di assistenza economica per contrastare la povertà .

Dobbiamo individuare strade nuove per sostenere gli operatori, per rinforzare il loro ruolo, con  una formazione rinnovata e trasversale. Servono nuovi operatori in tutte le discipline coinvolte ma bisognerà procedere per gradi, e attivando nuovi progetti  con il privato sociale,.

Il bilancio  del comune di Torino ci mette nell’impossibilità al momento di assumere nuove forze, ma dobbiamo lavorare con lo Stato e con la Regione per  attivare le risorse necessarie.

Dobbiamo costruire  una governance riconosciuta che sappia affrontare le problematiche emergenti che riguardano diverse classi sociali, non solo i più poveri.

La crisi economica, già presente prima del Covid, ha colpito tante famiglie creando conflittualità familiari, disagio relazionale,  disagio nell’affrontare la multiculturalità.

E’ necessaria  una rete solidale effettiva, attraverso la conoscenza, l’audizione, tavoli di concertazione.

Diverse separazioni causano forte conflittualità e  bambini e adulti ne sono travolti.

I servizi territoriali ci segnalano che più del 50% dei bambini allontanati dalle loro famiglie soffrono di incuria, di trascuratezza, di carenze educative.

Abbiamo ancora troppa difficoltà a erogare cure essenziali,  carenza di risorse per la  presa in carico effettiva  da parte dei servizi socio sanitari delle persone in difficoltà,

Abbiamo una carenza assoluta di psicologi nei servizi, la parola prevenzione è stata cancellata di fatto dai nostri piani socio sanitari dai tagli economici e dai fatti degli ultimi anni

E’ una battaglia culturale che dobbiamo portare avanti,  le risposte le avevamo già individuate negli anni in cui il PD  ha amministrato la città, altre possono essere promosse e circoscritte con la partecipazione del privato sociale , rendendole  più adeguate allo scenario attuale .

Abbiamo bisogno di una giunta comunale che sappia guardate al territorio  in modo realistico  e operare dando delle priorità. La politica che ci rende più europei è dare più servizi ai cittadini e meno voucher.

Bisogna tornare a crederci: La solidarietà non può e non deve fermarsi.