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Torino è una città SOLIDALE; le Amministrazioni della nostra città fin dal 1975 hanno scelto di promuovere le politiche sociali e servizi adeguati per contrastare la povertà, per sostenere le famiglie, gli anziani, i disabili, i bambini, gli ultimi.
Torino ha impegnato risorse importanti umane e finanziarie nei servizi socio assistenziali della città ma in questi ultimi anni non si è più parlato in modo costruttivo di welfare, di nuovi bisogni e di scelte innovative per limitare i danni di situazioni che anche a causa della pandemia stanno ampliando i problemi e il numero delle persone in difficoltà.
Tra i nuovi bisogni si inserisce il tema dei senza tetto. Non possiamo calpestare la dignità dei più fragili; sono in tanti, associazioni di volontariato, impegnate a dare sostegno a chi ha meno, la Diocesi, tanti cittadini che si occupano di contrastare la povertà, che hanno preso posizione contro lo sgombero fatto in questi giorni di diversi clochard.
E’ necessario uno straordinario e innovativo impegno della Città di Torino per aiutare e non schiacciare la DIGNITÀ di queste persone, l’avvio di un progetto che veda la nascita di una rete di piccole case, posti adatti non solo per dare un riparo ma per sostenere il ritorno all’autonomia, che rispondano alle esigenze di tutti colono che la casa non ce l’hanno più, anche a quelli che hanno con sé la compagnia e l’affetto di un cane.
Partendo dall’individuazione della persona che fa fatica , dal dialogo, dall’aiuto sociale e psicologico, dall’aiuto legale, occorre lavorare per arrivare all ’accettazione di un percorso.
Ben venga la riunione convocata dal Prefetto per la verifica delle risorse dello Stato che potrebbero essere utilizzate per avviare un progetto. Ma una vera politica per la Città a tutela di queste persone con un progetto di vita spezzato, deve essere avviata da una amministrazione competente e solidale, che sappia aprire un tavolo di lavoro con le altre Autorità sul territorio, con il terzo settore, con la Diocesi.
Il Sindaco deve essere autorevole e l’Amministrazione capace di costruire progetti di rete per intervenire con chi realmente ha bisogno ma anche per rispondere a quei cittadini che chiedono rispetto della legalità e trasparenza.
E infine voglio dedicare questa mia riflessione per i senza tetto a Mostafa Ait Bella, laureato proveniente dal Marocco, che ha fatto il fioraio, ha perso casa e lavoro, viveva per strada cercando riparo dove poteva, e che ieri notte è morto riparandosi dal freddo in un dehor; un clochard con un storia di sofferenze come tanti altri che vivono sulla strada. La sua morte ci ricorda che è tardi,che dobbiamo far presto, che dobbiamo intervenire.