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Perché non possiamo permetterci la crisi di Governo? Torino corre il rischio di perdere molte risorse
La crisi di Governo rischia di coprire come una nebbia il fatto epocale del momento: un piano di finanziamento inedito dal dopoguerra di 310,60 miliardi per innescare la ripresa economica con una parte consistente di risorse a fondo perduto da parte dell’Europa.
È EVIDENTE CHE IL SINDACO DI TORINO DEVE LAVORARE ORA PER ATTRARRE LE RISORSE E PREPARARSI A GESTIRE PARTE DI QUESTI INVESTIMENTI ECCEZIONALI.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Recovery Plan) approvato questa settimana in Consiglio dei Ministri è la parte più consistente di questo finanziamento straordinario che, da qui al 2026, ha come obiettivo di innalzare di un ulteriore 3% il Prodotto Interno Lordo tendenziale. Bisogna correre per approvare il Recovery Plan, definire i provvedimenti integrativi, apportare le modifiche in Consiglio dei ministri e rispettare la scadenza del 30 aprile per la presentazione del Piano in Europa.
All’inclusione sociale e la coesione territoriale, capitolo che mi sta particolarmente a cuore, complessivamente sono destinati 84,95 miliardi ed è il capitolo più ingente del finanziamento complessivo (che arrivano da Next generation Eu+ Fondi Sie/Pon+ Feasr+Programmazione bilancio2021-2026).
La missione 5 del Recovery Plan “Inclusione e coesione” comprende le seguenti due componenti:
1. Le “politiche per il lavoro”, previste risorse per 12,62 miliardi.
2. “Infrastrutture sociali, Famiglie, Comunità e Terzo settore”, previste risorse per 10,83 miliardi.
Molti sono gli obiettivi e gli interventi individuati che riguardano da vicino le grandi città e i territori metropolitani, in particolare voglio sottolinearne tre:
Rigenerazione urbana e Housing sociale: Interventi promossi dalle Città Metropolitane mirati alla rigenerazione urbana e rifunzionalizzazione del patrimonio edilizio esistente, con particolare attenzione alle periferie. Si propone di contribuire alla riduzione delle difficoltà abitative e insediative con particolare riferimento al patrimonio pubblico esistente ed alla riqualificazione in quartieri privi di servizi. Il piano prevede anche la predisposizione di un “progetto pilota” ad alto impatto strategico per il recupero urbano. Progetti di recupero territoriale e d’incremento della disponibilità di alloggi pubblici, per sostenere le persone vulnerabili e le famiglie a basso reddito e investimenti per ampliare l’offerta di edilizia residenziale pubblica e di alloggi a canone calmierato, anche per studenti (cd. Housing Sociale). Le azioni verranno affiancate da misure per garantire trasparenza, legalità ed equità e si prevede un meccanismo a leva con l’investimento in fondi target che propongono progetti di social housing.
Sport e periferie: Interventi volti alla rigenerazione delle aree periferiche, integrando il recupero urbano con la realizzazione di impianti sportivi. Si tratta di un modello d’intervento di contrasto al degrado urbano attraverso il recupero di infrastrutture sportive e la realizzazione di parchi urbani attrezzati. In tal modo si favorirà lo sport anche come strumento di contrasto all’emarginazione, e di aiuto alla socializzazione, soprattutto tra i giovani.
Ampliamento dell’offerta residenziale pubblica e di alloggi a canone calmierato, anche per studenti (social housing) nonché di abitazioni a prezzi più bassi di quelli di mercato.
TORINO DEVE ESSERE PROTAGONISTA DI QUESTO PROCESSO.