Nell’affollata Sala Viglione di Palazzo Lascaris, lunedì 26 novembre, si è svolto l’incontro pubblico dal titolo “Francesco De Bartolomeis, Oltre la scuola, per un sistema formativo”. 

L’iniziativa, promossa dall’assessorato all’Istruzione della Regione Piemonte, in collaborazione con il Prof. Enrico Bottero, che ha curato la ristampa del volume “Fare scuola fuori dalla scuola”, è stata concepita come un riconoscimento al contributo fondamentale che il professor De Bartolomeis, tra i più importanti pedagogisti italiani della seconda metà del Novecento, ha portato alla pedagogia e, più in generale, alla cultura italiana.

Nato a Salerno nel 1918, Francesco De Bartolomeis è stato allievo di Ernesto Codignola. Cresciuto sottolinea il fascismo, dopo la guerra ha dato un contributo determinante al rinnovamento della pedagogia italiana sia attraverso i suoi studi e le sue pubblicazioni, che attraverso la concreta realizzazione di proposte  pedagogiche.

Una pedagogia, la sua, liberata dal riferimento univoco alla scuola e alla didattica, e aperta al sistema formativo nella sua complessità. Non ci si può formare, secondo De Bartolomeis,  “senza un riferimento ai procedimenti tecnologici, al mondo del lavoro e alla cultura materiale”.

Per questo De Bartolomeis realizzò a Torino a partire dal 1972 una sperimentazione di laboratori con l’obiettivo di mettere a punto “strategie per avviare e sviluppare innovazioni nella scuola ordinaria”.

Questo sistema segnò uno dei momenti più innovativi della recente storia dell’educazione, accompagnando la stagione dei diritti  degli anni Sessanta e Settanta.

Inoltre, la pratica dell’arte ha costituito un riferimento importante della sua attività formativa: De Bartolomeis si è cimentato nella conduzione, spesso con la collaborazione di artisti, di laboratori di educazione artistica produttiva, spaziando dai bambini e dalle bambine agli adulti,  insegnanti e non.

“Desidero rivolgere un  ringraziamento speciale al professor De Bartolomeis – ha dichiarato l’assessora regionale all’Istruzione Gianna Pentenero – per la straordinaria attenzione che nella sua carriera ha dedicato alla scuola. Troppo spesso oggi di scuola parliamo solo in situazioni di emergenza. Abbiamo bisogno di più momenti come quello di questa sera, in cui riflettere sul valore della comunità educante”.