La strategia per l’innovazione sociale della Regione Piemonte “We.Ca.Re – Welfare Cantiere Regionale” si arricchisce di nuove misure dal valore complessivo di quasi 11 milioni di euro.

A presentarle sono stati il 9 novembre gli assessori regionali alle Politiche sociali, Augusto Ferrari, ai Diritti civili e Pari opportunità, Monica Cerutti, alle Attività produttive, Giuseppina De Santis, e al Lavoro, Gianna Pentenero.

Nello specifico si tratta di quattro bandi:
* “Progetti di innovazione sociale per il terzo settore”, rivolto a sviluppare servizi di welfare innovativi (che prevedono ad esempio il ricorso alle nuove tecnologie), anche in connessione con le sperimentazioni in corso nei distretti della Coesione sociale; pubblicato sul Burp l’8 novembre scadrà il 24 dicembre 2018 ed ha uno stanziamento totale di 3.600.000 euro;
* “Animazione e comunicazione istituzionale sulla cultura di welfare aziendale”, rivolto alle Pubbliche amministrazioni che vogliono realizzare azioni di promozione della cultura del welfare aziendale nei confronti delle imprese piemontesi; pubblicato sul Burp dell’08 novembre, scadrà l’11 gennaio 2019 ed ha uno stanziamento totale di 300.000 euro;
* “Disseminazione e diffusione del welfare aziendale tramite enti aggregatori”, rivolto ad associazioni di categoria, enti bilaterali, ordini professionali, società di mutuo soccorso per la realizzazione di progetti che aiutino le imprese ad adottare piani di welfare aziendale e territoriale; sarà pubblicato entro la fine del mese di novembre nella sezione “Bandi e finanziamenti” del sito della Regione Piemonte ed avrà uno stanziamento totale di 1.200.000 euro;
* “Rafforzamento di attività imprenditoriali che producono effetti socialmente desiderabili”, che cofinanzia attraverso un fondo rotativo la realizzazione di progetti di innovazione sociale in alcuni ambiti di intervento connessi al benessere dei cittadini, come programmi di investimento significativi (almeno 500.000) in ambito sanitario e socio-assistenziale proposti da piccole e medie imprese non-profit in forma singola o associata, e progettualità tra i 30.000 e i 100.000 euro proposte da micro e piccole imprese che operano in ambito culturale, educativo, assistenziale, sanitario, formativo e occupazionale prioritariamente a vantaggio di soggetti deboli; pubblicato sul Burp del 13 ottobre 2018, le domande si possono presentare dal 15 ottobre fino ad esaurimento delle risorse disponibili, ammontanti a 5 milioni di euro.
E’ stata Inoltre è stata istituita una gara relativa all’Azione di accompagnamento”, che prevede l’individuazione di un soggetto di supporto agli ambiti territoriali per la realizzazione delle sperimentazioni e la formazione del personale. Il termine per il ricevimento delle offerte è il 12 dicembre 2018 ed i fondi stanziati ammontano a 800.000 euro.

E’ stato ricordato che da inizio anno è in corso la prima misura a valere sul Fondo sociale europeo, del valore di 6,4 milioni di euro, denominata “Sperimentazione di azioni innovative di welfare territoriale”. A dicembre 2018 saranno presentati i 22 progetti territoriali finalizzati alla sperimentazione di modalità innovative di erogazione dei servizi sociali.

Le dichiarazioni degli assessori

“Possiamo dire – ha rilevato Ferrari – che siamo entrati nel vivo dell’attuazione della strategia. L’obiettivo è individuare dei progetti in grado di fare rete, in una logica di coprogettazione con i territori. Ci aspettiamo di trovare progetti innovativi che possano rispondere alle fragilità della comunità, che quindi siano mirati ai temi del contrasto alla povertà, dell’esclusione sociale e della domiciliarità, per aiutare a colmare quelle lacune ancora esistenti nel sistema, legate alle situazioni di non autosufficienza, situazioni di cronicità ”.

“Il welfare aziendale – ha asserito Pentenero – sta diventando sempre più strategico, perché in grado di stimolare un miglioramento delle condizioni generali di benessere della popolazione, incentivando la conciliazione tra vita professionale e vita privata e promuovendo la parità di genere. Crediamo inoltre che, con questa strategia, possa diventare un motore di sviluppo importante per il nostro territorio. Ci proponiamo quindi di favorirne la diffusione soprattutto nei confronti delle piccole e medie imprese, che in genere hanno meno possibilità delle grandi di farvi ricorso”.

“Stiamo destinando risorse importanti – ha affermato Cerutti – alla costruzione di una strategia integrata necessaria ad affrontare la complessità che stiamo vivendo. Approcci settoriali sono perdenti o comunque di scarso respiro. Il mio auspicio è che i progetti di welfare aziendale che verranno finanziati possano dare risposte, soprattutto, a quello che è ancora un grosso limite del nostro Paese: la mancanza di pari opportunità per le lavoratrici che continuano a occuparsi, troppo spesso da sole, della cura dei figli e dei genitori anziani”.

“Usare il Fondo europeo di sviluppo regionale per progetti di innovazione sociale – ha sostenuto De Santis – rappresenta per noi una piccola scommessa e vuole avere anche un valore simbolico. Il welfare, infatti, non é un pezzo secondario della sviluppo di un territorio, bensì una condizione essenziale per la sua attrattivitá. Le prospettive di sviluppo possono esserci solo in un contesto che sia civile e accogliente, per una crescita che deve necessariamente essere inclusiva”

We.Ca.Re in sintesi

La strategia nasce dalla convinzione che è necessario e indispensabile un cambio di paradigma che concepisca il welfare come ambito di sviluppo e crescita in grado di concorrere al pari di altri asset territoriali a determinare i fattori di sviluppo del territorio, anziché relegare le politiche sociali quale ambito deputato all’assistenza per alleviare i problemi sociali.
La sfida, operando su un piano regionale di politiche integrate e coinvolgendo tutti gli attori pubblici e privati, è coniugare politiche sociali, politiche del lavoro e sviluppo economico, pensando alla coesione sociale come grande occasione di sviluppo territoriale ed alla crescita come una sfida da realizzare attraverso la riduzione delle diseguaglianze sociali.
Numerosi gli obiettivi da raggiungere: promozione di interventi in cui la centralità sia posta sulla persona e le sua rete di relazioni anziché le tipologie di servizi di cui necessita; realizzazione di una visione generativa, dove chi usufruisce di servizi deve essere posto in condizione di stabilire con i servizi stessi e con gli altri cittadini relazioni di reciprocità e di corresponsabilità; adozione del principio di sussidiarietà circolare per impegnare tutti i soggetti del territorio (pubblica amministrazione, soggetti dell’economia e della società civile) ad assumersi la responsabilità di concorrere al bene comune; favorire la prossimità e la domiciliarità, ovvero la scelta di riconoscere come focus unificante la persona nella sua globalità per promuovere l’emersione, lo sviluppo e la valorizzazione delle potenzialità di ciascuno.