Il sostegno pubblico alla ricerca e all’innovazione industriale in Piemonte ha fatto registrare negli ultimi due anni oltre 500 nuove assunzioni qualificate di giovani impegnati nelle attività di Ricerca e Sviluppo nelle aziende del territorio: si tratta di imprese che hanno avuto accesso ai fondi europei e che, in collaborazione con le università e i centri di ricerca, hanno ottenuto finanziamenti per progetti industriali ad alto valore innovativo.

L’utilizzo congiunto dei fondi europei, Fesr ed Fse, ha infatti permesso la costruzione di misure regionali da un lato utili a sostenere i progetti di ricerca più qualificati, dall’altro in grado di ottenere anche un riscontro positivo in tema di opportunità di lavoro per i giovani. Si tratta di impieghi di alta specializzazione, grazie ai quali è possibile determinare un effetto leva in chiave industriale, occupazionale e sociale.

Ne hanno discusso a Torino le assessore alle Attività Produttive e al Lavoro, Giuseppina De Santis e Gianna Pentenero, insieme ai Rettori del Politecnico di Torino e dell’Università del Piemonte Orientale,  Gianmaria Ajani, Guido Saracco e Cesare Emanuel.
All’incontro hanno partecipato anche alcuni giovani ricercatori, che hanno portato una testimonianza diretta sulla loro esperienza e sui  progetti a cui stanno lavorando.

Contratti di ricerca triennali, stabilizzazioni di personale di ricerca, nuove assunzioni ad hoc,  contratti di alto apprendistato: sono questi gli strumenti attraverso cui sono stati coinvolti attivamente i 500 giovani, che sono stati impegnati nei progetti delle piattaforme regionali su  Fabbrica Intelligente e su Salute e Benessere, nelle iniziative dei poli di innovazione piemontesi, nella misura sull’industrializzazione dei risultati della ricerca e nel bando sui finanziamenti alle infrastrutture della ricerca.

Il dato è comunque ancora parziale. Considerando infatti che si tratta di progetti finanziati da poco tempo e ancora in corso, è prevedibile che il numero dei giovani coinvolti venga significativamente incrementato.

Tutte le misure regionali citate sono state attivate con i fondi previsti dall’Asse I del Por Fesr “Ricerca e Innovazione” e sono costruite insieme alle risorse del Fondo Sociale Europeo per la parte occupazione, un utilizzo congiunto tra i due fondi che è la vera novità della programmazione 2014-2020. In passato, infatti, Fesr ed Fse viaggiavano su binari coordinati, ma paralleli: il loro utilizzo integrato è una scelta strategica della giunta regionale sin dal 2014 e  risponde alla volontà di rafforzare le politiche a sostegno di investimenti e innovazione con quelle  di coesione sociale.

La Regione Piemonte fa dunque sistema con le università piemontesi e con le aziende più dinamiche del territorio per dare un contributo in termini sostanziali su un tema, quello della ricerca pubblica, sul quale spesso si ha la percezione di non incidere abbastanza. I margini di miglioramento sono ancora certamente notevoli, ma i dati riscontrati fino a oggi dimostrano che la strada imboccata è quella giusta e che le istituzioni pubbliche possono facilitare gli indispensabili processi di innovazione del sistema industriale piemontesi per poter essere competitivo nel mercato globale.

L’assessore Giuseppina De Santis ha dichiarato: «Abbiamo lavorato utilizzando insieme Fesr ed Fse su alcuni temi strategici e diamo oggi conto di un numero, quello dei 500 giovani qualificati assunti, che è tutt’altro che esaustivo. Prevediamo che possa avvicinarsi a raddoppiare alla chiusura della programmazione. Questi strumenti dimostrano che è possibile innescare processi virtuosi in grado di creare tangibili possibilità di innovazione verso le imprese e concrete opportunità di lavoro»

Secondo l’assessore Gianna Pentenero: «I numeri che abbiamo presentato oggi sono ancora contenuti, ma significativi. Finanziato dal Fondo sociale europeo con una dotazione di 5 milioni e mezzo di euro fino al 2020, l’alto apprendistato offre ai giovani un’importante opportunità di imparare, associando la formazione universitaria all’apprendimento in impresa e alle aziende la possibilità di partecipare alla progettazione dei percorsi formativi, investendo in capitale umano in grado di  rispondere al meglio ai propri fabbisogni professionali»

Il Rettore del Politecnico di Torino, prof. Guido Saracco, ha sottolineato che «radicare nel territorio un migliaio di laureati  non è un dato trascurabile. Questa misura  fa massa critica su due strumenti diversi, la formazione e la ricerca, che vanno a convergere e riescono a ottenere quello che serve alla nostra industria locale, ovvero la necessità di innovarsi. In futuro si potrà ulteriormente rafforzare questo tipo di raccordo, creando ancora più legami tra le esigenze delle imprese e la formazione dei nostri professionisti»

Il Rettore dell’Università del Piemonte Orientale, prof. Cesare Emanuel, ha dichiarato: «Questi posti di lavoro danno tutte le garanzie sociali indispensabili per un lavoratore, cosa che non accade sempre nei contratti all’interno dell’università. Una cosa davvero apprezzabile è che finalmente, per raggiungere questi risultati, gli atenei devono anche dialogare tra loro, attuando così concretamente il principio del sistema universitario piemontese»