E’ stato al centro della mia attività in Regione in questi anni e dovrà essere la priorità dell’azione del prossimo governo. Per dare nuovo impulso all’occupazione è necessario intervenire sul costo del lavoro e sostenere gli investimenti: dobbiamo cioè da una parte rendere le assunzioni stabili più vantaggiose, diminuendo il carico fiscale per le imprese che assumono a tempo indeterminato; dall’altra parte continuare a usare le leva fiscale per favorire l’innovazione, la ricerca, la riconversione tecnologica e la trasformazione ecologica del nostro tessuto produttivo e industriale.
Per combattere l’opportunismo dei lavoretti sottopagati e dei contratti pirata, riconoscendo piena dignità al lavoro, va inoltre introdotto un salario minimo legale al di sotto del quale le aziende non possano scendere. L’esperienza di questi anni insegna poi che vanno previsti alcuni aggiustamenti al Jobs Act, re-introducendo, in alcuni casi oggi esclusi dalla normativa, la possibilità di accedere alla cassa integrazione. E quando abbiamo a che fare con le multinazionali, dobbiamo chiedere all’Europa regole per evitare che il costo del lavoro più basso e la ricerca di maggior profitto siano gli unici parametri con cui vengono assunte decisioni. La vicenda Embraco, in questo senso, è drammaticamente esemplare.